giovedì 5 maggio 2011

IL DIGITALE TERRESTRE

Il definitivo passaggio dal sistema televisivo analogico al digitale terrestre (switch off) è previsto in Italia entro il 2012. Va ricordato che, in Europa, alcuni Paesi hanno già completato il passaggio: Belgio, Olanda, Finlandia, Svezia, Germania e Svizzera. Negli Stati Uniti la cessazione di tutte le trasmissioni in analogico è avvenuta nel giugno 2009. Nello stesso anno lo switch off ha riguardato Norvegia e Danimarca, nel 2010 ha interessato la Spagna, mentre nel 2011 e nel 2012 saranno coinvolte la Francia e il Regno Unito.
Al fine di regolamentare la fase di transizione, l’art. 8 novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 (legge n. 101/2008), ha modificato la disciplina vigente in materia radiotelevisiva (decreto legislativo n. 177/2005) tenendo conto dei principi comunitari e dei rilievi avanzati dalla Commissione europea nell’ambito della procedura di infrazione n. 2005/5086, e, in particolare, nel parere motivato del 18 luglio 2007. L’articolo 8 novies ha pertanto:
  • introdotto il regime dell’autorizzazione generale per l’attività di operatore di rete, anche per la fase di transizione;
  • definito un calendario articolato in aree territoriali per il progressivo passaggio al digitale, da completarsi entro il 2012;
  • stabilito che le procedure da applicarsi per le assegnazioni dei diritti d’uso delle frequenze per le reti digitali terrestri sono quelle indicate dalla delibera n. 603/2007 dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCom).
Il calendario per il passaggio al digitale, già adottato con decreto del Ministero dello sviluppo economico del 10 settembre 2008 (G.U. n. 238 del 10 ottobre 2008), dovrà essere ridefinito, secondo quanto stabilisce l'articolo 4 del D.L. n. 34/2011, in corso di conversione. Lo stesso articolo prevede che, entro il 30 giugno 2012, il Ministero dello sviluppo economico provvede all’assegnazione definitiva dei diritti di uso relativi alle frequenze radiotelevisive nel rispetto dei criteri e delle modalità di cui alla legge n. 220/2010 (Legge di stabilità 2011). Viene quindi anticipato il termine di tale assegnazione, che, ai sensi dell’articolo 1, comma 8, della stessa legge n. 220 del 2010, avrebbe dovuto realizzarsi prima della data stabilita per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica, e pertanto entro il 31 dicembre 2012. Il completamento della conversione al sistema digitale terrestre dovrebbe quindi essere realizzato entro la data del 30 giugno 2012. Il progetto di calendario, approvato il 14 aprile scorso dal Ministro dello Sviluppo Economico, prevede che la conversione riguarderà, entro il secondo semestre 2011, Liguria, Toscana, Umbria, provincia di Viterbo, Marche, Abruzzo, Molise; entro il primo semestre 2012, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.
Il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze è stato approvato con il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 13 novembre 2008 (G.U. n. 273 del 21 novembre 2008, suppl. ord. n. 255).
Con la delibera n. 181/09 del 7 aprile 2009, l’AGCom ha adottato i criteri per l’assegnazione dei diritti delle frequenze, che integrano e modificano quelli indicati nella precedente delibera n. 603/07 (che erano stati adottati per lo switch off della Sardegna). In particolare, l’allegato A della delibera n. 181/2009, recante “Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive terrestri”, prevede tra l’altro la disponibilità di un dividendo digitale, non inferiore a cinque reti nazionali, la cui assegnazione dovrà avvenire attraverso procedure selettive basate sui criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori. Tre delle cinque reti saranno riservate a “nuovi entranti”, o ad operatori già esistenti, con esclusione dei soggetti già titolari di due (o più) reti nazionali. Le regole per le procedure di gara potranno prevedere l’utilizzo del meccanismo del “beauty contest”. Tale sistema – assimilabile a quello della licitazione privata – prevede una selezione fra i soggetti interessati, al fine di individuare quello più idoneo all’aggiudicazione, sulla base di una serie di requisiti (affidabilità, esperienza maturata, risorse finanziarie, caratteristiche del progetto, etc.). Si precisa peraltro che nella definizione delle procedure di gara, si terrà conto dei seguenti principi:
- assicurare un uso efficiente dello spettro attraverso l’utilizzo della SFN (single frequency network - sistema di  emittenti che trasmettono simultaneamente i propri segnali sulla medesima frequenza);
- promuovere l’innovazione tecnologica nell’interesse sia dell’industria, sia dei consumatori;
- assicurare la miglior valutazione dello spettro tenendo conto della diffusione di contenuti di buona qualità alla più vasta maggioranza della popolazione italiana.
L'art. 45 della legge comunitaria 2008 (l. n. 88/2009) ha poi modificato il citato art. 8-novies del D.L. n. 59, prevedendo appunto che per l’assegnazione delle nuove frequenze televisive vengano applicati i criteri stabiliti nella predetta delibera di AGCom.
Con la delibera n. 300/10 del 15 giugno 2010  l'AGCom ha approvato i criteri generali ai fini dell'assegnazione delle frequenze  per il servizio di radioffusione televisiva terrestre in tecnica digitale.
La legge di stabilità 2011, sopra citata, ha previsto una procedura di gara per l'assegnazione delle frequenze rese libere dal passaggio al digitale, e destinate ai servizi in banda larga mobile. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato attuazione alla norma con la delibera n. 3/2011/CONS, con la quale sono state avviate le procedure per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda con l’utilizzo della banda 790-862 MHz e di altre risorse eventualmente disponibili.

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